.

Io non ci sto. La libertà di critica e di opinione è un virus:diffondiamo il contagio
Imbecilli
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 31 dicembre 2009



Davvero imbecilli questi del pd......capaci solo a sfasciare e dividere.


Noi speriamo di cavarcela tra imbecilli e banditi.




L'amore vince sull'odio
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 23 dicembre 2009





Ancora non capisco come mai nessuno, oltre la rete, non abbia ancora parlato e documentato che dietro alla presunta aggressione al nano ci sia quantomeno qualcosa di molto strano:


L'amore
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 21 dicembre 2009




(Riferendosi a Silvio Berlusconi, ndr) "Mafioso di Arcore", "Berluskaiser", "Peròn della mutua", "nazistoide", "piduista", "baro", "mostro antidemocratico", "suino", "brutto mafioso che fa i soldi con l’eroina", "cornuto", "delinquente", dal dicembre 1994 al gennaio 2000. Bossi

"Bossi parla come un ubriaco da bar", 17 agosto 1994 Berlusconi

"Buttiglione è un mentecatto doppiogiochista", 18 dicembre 1994 Berlusconi

"Bossi è un ladro di voti, ricettatore, truffatore, traditore, speculatore: doppia, tripla, quadrupla personalità", 21 dicembre 1994 Berlusconi

"Scalfaro (allora Presidente della Repubblica in carica, ndrè un serpente, un traditore, un golpista", 16 gennaio 1995 Berlusconi

"Altro che impeachment! Scalfaro andrebbe processato davanti all’Alta Corte per attentato alla Costituzione. Ha maneggiato fondi neri e, da magistrato, ha fatto fucilare una persona invocandone contemporaneamente il perdono cristiano. L’uomo è questo! Ha instaurato un regime misto di monarchia e aristocrazia", 18 gennaio 1995 Berlusconi

"Bossi è un dissociato mentale, uno sfasciacarrozze", 25 febbraio 1995 Berlusconi

"Romano Prodi è un utile idiota, secondo la tecnica di Stalin e di Lenin", 14 aprile 1995

"Veltroni è un coglione", 3 settembre 1995 Berlusconi

"D'Alema mi ricorda Mussolini, ma con un’inguaribile cultura sovietica, degna delle grandi purghe staliniane", 1 ottobre 1995 Berlusconi

"I Popolari (il partito nato dalle ceneri della Democrazia Cristiana, poi divenuto Margherita, ndr) sono maiali che andranno al macello per nutrire la sinistra. Il loro sangue serve per annacquare il sangue dei comunisti", 27 marzo 1996 Berlusconi

"Giancarlo Caselli è un assassino, un mafioso e il mandante morale dell'omicidio di don Pino Puglisi", Vittorio Sgarbi, aprile e maggio 1996

"I Democratici di Sinistra sono un esercito di mercenari, di opportunisti, di profittatori della cosa pubblica", 19 gennaio 2000 Berlusconi

"Questi giudici sono doppiamente matti. Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana", 4 settembre 2003 Berlusconi


"Abbiamo 300 mila uomini, 300 mila martiri, pronti a battersi e non scherziamo... mica siamo quattro gatti. Credete che avremmo difficoltà a trovare gli uomini? No, perché verrebbero giù anche dalle montagne. I fucili sono sempre caldi. Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi", 29 aprile 2008 Bossi

"Possono morire, possono morire, loro (i giudici della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo,ndr) e quei falsi organismi internazionali", Ignazio La Russa, 5 novembre 2009

"In piazza gli amici di Spatuzza (riferendosi a 400 mila giovani manifestanti per il No B. Day, ndr)", Vittorio Feltri, 5 dicembre 2009

"La magistratura politicizzata sta portando il Paese sull'orlo della guerra civile", 9 dicembre 2009 Berlusconi
















Politica cialtrona o popolo menefreghista?
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 19 dicembre 2009


 
 

L'Italiano medio se ne frega della politica e, soprattutto, disprezza i politici. Per lui, i signori del Palazzo sono tutti uguali, senza distinzioni di destra, sinistra e centro: sono la casta. Ed è poco importante se ciò è frutto di uno strisciante qualunquismo oppure ne è la causa, se è nata prima una classe politica cialtrona o un popolo menefreghista.



Gli Italiani hanno dimostrato, fino ad ora, di non essere in grado di esercitare giorno per giorno un controllo su coloro ai quali si è espressa fiducia senza firmare per'altro nessuna cambiale in bianco; di avere difficoltà a separare il piano politico da quello dello spettacolo arrivando fino al punto di credere che la realtà preconfezionata dai mistificatori di turno sia vera e non cartapesta..salvo poi svegliarsi dal torpore atavico con amare disillusioni (crisi che c'è, lavoro che non c'è ecc).


I politici italiani lo sanno; sanno di non essere amati; ma sanno anche che, per pigrizia e pusillanimità, l'Italiano medio li sopporterà, che tollererà le loro malversazioni, le loro ruberie, la loro arroganza quotidiana; ignorerà perfino i loro voltafaccia repentini, al servizio del potere di turno: transfughi, non dell'ideale, ma della pagnotta.

Da destra a sinistra e da sinistra a destra: senza dignità, senza pudore, senza un briciolo di coerenza: individui che non meritano neanche il nome di uomini, ma, al massimo, di «ominicchi», se non proprio di «quaquaraquà».
Se ne infischiano perché sono certi che potranno alzare la posta a loro piacimento, aumentarsi lo stipendio, garantirsi l'impunità assoluta, farsi le leggi smaccatamente «ad personam»: i mugugni, infatti, non hanno mai ammazzato nessuno, e il popolo bue non andrà oltre il mugugno e il brontolio. Sanno benissimo che l'Italiano medio si lamenta, impreca, sbuffa in privato; ma, in pubblico, diventa quieto e remissivo. E se nasce un'onda di indignazione generale, pacifica e determinata, è pronto servito al popolo un'azione artatamente preconfezionata e preorganizzata per isolare chi ancora ha la forza di indignarsi: creando ed additando un finto nemico. Allo scopo di abbatterlo.

E tanto più il 'nemico' è autorevole e leader per i suoi, tanto è più violenta e articolata l'offensiva: in questo senso si inserisce l'inaudito attacco a Travaglio.
L'Italiano medio è rassegnato.
E se davvero apparissero sulla scena dei politici seri, onesti, disinteressati e competenti, molto probabilmente l'Italiano medio non li vedrebbe neppure, tanto ne è convinto che li considera tutti ladri, arroganti, inetti, e persino in odore di mafia o di camorra.


I politici di oggi lo sanno ed emanano disprezzo e bassa demagogia nei confronti degli Italiani, anche se ostentano il contrario

E assumono atteggiamenti sempre più sguaiati, imponendo i loro faccioni sprezzanti persino negli spettacoli di varietà, come se non bastassero le ore ed ore di presenza sugli schermi televisivi dei programmi «seri».

E gli Italiani sono sempre più sdegnati ed esasperati, ma, al tempo stesso, sempre più inebetiti e rinunciatari.

Siamo passati dal  «Non sono d’accordo con te, ma darei la mia vita perché tu possa esprimere liberamente la tua opinione» al «che parlino male di me, purché ne parlino».

Da noi, un politico che si sente vilipeso da un comico o da un vignettista di giornale, non esita a querelare il malcapitato facendosi scudo della protezione della casta. Da noi, un vice-ministro può essere oggetto di una richiesta di arresto - non di indagine, ma di arresto - da parte delle forze dell'ordine, per il più infamante dei reati: collusione con la criminalità organizzata; e ottenere la solidarietà piena e incondizionata del Parlamento, nonché l'immunità.

Cosa che, oltre Atlantico (ma anche oltr'Alpe), sarebbe semplicemente inconcepibile, perché altrove è sufficiente il sospetto perché si debba dimettere seduta stante, lasciando l'amatissima poltrona.


L'Italia, dunque, non è gli Stati Uniti d'America; non è nemmeno Europa occidentale, politicamente parlando; ma, al massimo, la Bielorussia o il Montenegro, per non dire la Colombia dei «narcos» o la Taiwan del capitalismo selvaggio. Questa è la percezione che il mondo ha di noi, specialmente in questi ultimi anni; con buona pace di quei politici sfrontati che negano l' evidenza, accusando chi la menziona di coltivare sentimenti antinazionali.
E allora?

Ma come risalire, controcorrente, anni di rassegnazione, di complicità reciproche fra i politici che predicano bene e razzolano malissimo, e i cittadini che a parole vogliono giustizia, lavoro e pace sociale, ma, in pratica, desiderano impunità per le loro piccole furberie, per gli abusi edilizi, per l'evasione fiscale, per le discariche abusive, per le pensioni d'invalidità fasulle, per i certificati medici truccati?
È difficile immaginare una società che possieda una classe dirigente molto migliore o molto peggiore di se stessa; difficile, per non dire impossibile.


Non resta che sperare nei giovani: nei cittadini e nei politici di domani. Ma certo non saranno migliori di quelli di oggi, se non verranno loro insegnati, e più con l'esempio che a parole, i valori cardine dell'onestà, della sobrietà, della competenza, del disinteresse, della dedizione al lavoro, dell'amore per il bene comune.

Serve, soprattutto, che questi valori siano trasmessi dalle famiglie, dai genitori, prima ancora che dalla scuola; magari spegnendo la televisione, ogni tanto. Specialmente quando mandano in onda velenose porcherie come «Amici» di Maria De Filippi o come «Il Grande Fratello»: dove tutto si può imparare, tranne che quei valori.

 

Sono tornata e riprendo da dove avevo lasciato
post pubblicato in La democrazia è in pericolo, il 18 dicembre 2009




Eccomi di nuovo qui dopo una lunga malattia, per mia fortuna risolta.

Ricomincio da qui

“Due follie”. Don Farinella commenta l’aggressione a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

Lo sapevamo che prima o poi sarebbe successo. E’ successo nel modo più consono alla realtà perché è un colpo ««omeopatico». Un uomo malato, da dieci anni seguito dai servizi psichiatrici pubblici, armato di un souvenir della sua città, il simbolo della Milano civile e religiosa, il Duomo in miniatura pesante con guglie e Madonnina incorporati, aggredisce e colpisce un folle che per due ore sul palco ha gridato guerra contro tutti, aggredendo lo Stato, scagliando corpi contundenti contro la Repubblica, demonizzando i «suoi» nemici comunisti e di sinistra che ha presentato come «nemici» di tutto il popolo, presente in piazza, istigando non solo all’osanna di giuggiole demenziali, ma all’aggressione contro chi gli vuole –secondo lui – impedire di governare. Un uomo senza Legge e senza Stato aizza gli animi di psicolabili sui quali si erge come nano, formato tascabile, con un linguaggio da guerrafondaio, da comunista breshneviano, da estremista barricadiero, da folle. Cosa si aspettava? Un malato ha risposto in maniera uguale e contraria, facendogli assaporare con un colpo di duomo quello che aveva appena finito di predicare. Pura omeopatia.

Tutto si consuma tra due pazzie, ma con una differenza. L’uomo malato è in cura psichiatrica da dieci anni; il folle sul palco è al governo dell’Italia. Il Malato è armato solo di un duomo souvenir, il folle al governo è ricco e circondato da un servizio d’ordine da sceicco con trenta persone super-pagate che non hanno saputo nemmeno fermare un oggetto volante: soldi pubblici sprecati inutilmente. Soldi nostri. Il malato fantastica nel suo mondo di frustrazione e cerca una rivincita. Il folle grida contro tutti e contro tutto, accreditandosi come «unico», «migliore», «vittima sacrificale». Pretende la salvezza giudiziaria a furor di popolo solo perché lui è «il capo». Ha avuto la risposta: un uomo malato, ascoltandolo, lo ha preso di parola e ha messo in atto il suo insegnamento: abbattere il «nemico». Sì, un malato ha riconosciuto il folle «ufficialmente» come vittima, trasformandolo in vittima. Non c’è vittima senza sangue. Il volto botulinato e rifatto cento volte, sanguinante e trasformato in maschera, svela davanti a tutti la vera consistenza della pazzia: lo sguardo sperso, terrorizzato, lui che ha sempre creduto di essere in cima ai sogni degli Italiani, ma specialmente delle Italiane, è stato costretto a svegliarsi da un colpo secco, sferrato con un souvenir «religioso». Si era accreditato come «Messia» per ritrovarsi detronizzato da un malato con un colpo secco di «Tempio», quasi a dire: «Tu sei spurio, sacrilego». L’uomo oscenamente ricco, per furto, evasione, riciclaggio è atterrato da un oggetto dozzinale da pochi euro. Nèmesi violenta. Nèmesi trasparente.

Altri, e da tempo, avrebbero dovuto scacciare il «folle» dalla soglia del Tempio, in nome di una verecondia che non tollera culti di personalità. Altri, addetti alla religione del sacro, avrebbero dovuto dire «Adesso, Basta!». Non lo hanno fatto, perché impegnati in scambi di valuta pregiata e simoniaca. Chi è stato zitto per mesi davanti al dilagare dell’immoralità istituzionale, etica e umana di un satrapo malato di priapismo e di megalomania diarroica, non doveva mandare un telegramma di consolazione, ma doveva semmai mandargli a dire che tutti i Golia sono caduti per mano di piccoli Davide. Non ci è piaciuta, a ferita ancora calda e a duomo ancora insanguinato, la corsa del papa e del suo segretario di Stato a rimboccare le coperte di un indecente presidente del consiglio. Non ci è proprio piaciuta. Zitta di fronte alle aggressioni alla verità (caso Boffo); zitta di fronte alla manipolazione di ogni decenza; zitta di fronte agli assassini di Stato (migranti); zitta di fronte alla violenza mortale (carcerati morti per violenza diretta), la gerarchia cattolica, avrebbe dovuto dire una parola di verità e di consolazione verso il malato mentale che è stato indotto a compiere un gesto sconsiderato, ma coerente in quel contesto e in quella fucina di odio e di terrore che è il berlusconismo. Ancora una volta papa e cardinali hanno perso l’occasione di schierarsi dalla parte dei deboli per sistemarsi accanto ai ricchi e potenti. Eppure lo dice anche la Madonna: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc 1,52).

La Storia, che è una maestra che non insegna nulla, ha mandato un uomo malato a fermare la ferocia omicida di un pazzo folle che non esita a trascinare la sua parte politica e succube a dichiarare guerra preventiva con invettive di violenza inaudita contro la Costituzione, contro il Capo dello Stato, contro la Corte Costituzionale, contro il Consiglio Superiore della Magistratura, contro i giudici chiamati a giudicarlo per delitti eversivi, contro la Legge, contro tutti coloro che pretendono che sia «uguale» a tutti i cittadini, sottoposto alla Sovranità della Legge. Pur di salvare se stesso da crimini che ha commesso in tutta la sua vita con la complicità di servi, schiavi e manutengoli,non esita a distruggere il tessuto civile dell’intero Paese, vittima egli stesso della sindrome di Sansone: «Muoia Sansone con tutti i Filistei». Il giudice Sansone però uccise se stesso per salvare il suo popolo. La maschera di uomo invece non esita a uccider eil popolo pur di salvare se stesso. Eppure c’è una giustizia insita nelle cose: per la mano forte di un uomo debole di mente, il potente, ubriaco di sé e della sua megalomania, ha sbattuto contro il muro della realtà. Ora deve sapere che chi semina vento raccoglie tempesta.

La canèa si è scatenata, gridando contro il clima di odio e chiedendo, guarda caso, così per non nominare alcuno, all’opposizione di «abbassare i toni» e di «smettere il clima di odio che sta infestando la vita politica». Mistificazione pura. No! Non ci sto e canto fuori dal coro! Berlusconi e i suoi servi non hanno diritto di chiedere di abbassare i toni perché da 15 anni hanno rubato toni e semitoni, suonando solo loro la musica dell’aggressione a chiunque gli si oppone. Si dice che lo scontro deve ritornare alla politica; c’è un solo modo, non due, non tre: Berlusconi si faccia processare e dia le dimissioni; se fosse un vero capo di Stato darebbe l’esempio e rispetterebbe la Legge; egli invece vuole affossare ogni Legge, ogni decenza, ogni contrarietà alla sua logorroica esigenza di priapismo politico e mediatico. Sì! Abbiamo il coraggio di dire che quello che è successo è frutto della sua stupidità politica, della sua insipienza etica, della sua inconsistenza umana, della sua protervia di ricco mafioso che schiaccia chiunque gli attraversa la strada. Per lui tutti sono sotto di lui, formiche da schiacciare alla bisogna. Un uomo, un folle pericoloso.

Le truppe a libro paga del Napoleotto brianzolo sono ignoranti, ma sanno far di conto quanto a mistificazione. Un esempio per tutti: Spatuzza accusa Silvio Berlusconi di fare affari con la mafia, ancora prima di diventare presidente del consiglio. Anzi, diventa presidente del consiglio in forza di quell’accordo e per onorare quell’accordo, secondo il quale la mafia è la “mamma” da amare secondo il comandamento cristiano: «Onora il padre, ma specialmente mamma santissima». Il giorno dopo due capibastone si presentano davanti ai giudici: uno, Filippo Graviano, mai nominato da Spatuzza, parla e dice che lui non conosce B. Apriti cielo: il mafioso diventa l’oracolo, la trasparenza della verità. Peccato! Pochi si accorgono che Spatuzza parla di Giuseppe Graviano, il quale, in puro stile mafioso, manda a dire al B., attraverso i giudici, davanti alle tv: «Io non parlo. Se devo proprio parlare lo farò quando dico io, per cui chi ha orecchi da intendere intenda». La corte brianzola, in trasferta permanente a fare da piedistallo al capo «a prescindere», lo assolve per ieri, per oggi e per domani e invoca la salvezza definitiva per legge, per sempre.

Ora avviene lo sceneggiato si ripete: un uomo malato ha colpito col duomo volante il presidente del consiglio? I mandanti morali sono la sinistra e Di Pietro. La sinistra la vedono solo loro, perché non ci pare che all’orizzonte vi sia qualche segnale di fumo di sinistra; Di Pietro ha detto una lapalissiana verità: «E’ lui l’istigatore». Chi può contestarlo? Solo chi è in malafede e su questo piano, il più pulito ha la rogna. Occorre una legge retroattiva che dichiari Di Pietro «assassino consecutivo». In queste ore assistiamo alla corsa della marcia longa per dichiarare solidarietà al colpito, cioè al potente caduto dal predellino. Viene voglia di dire: chi di predellino colpisce, da predellino sbatte in terra.

Non vi sono più le mezze stagioni, non c’è più religione e non c’è più neanche la sana follia di una volta! Ora tutto è capovolto, il pazzo formato tascabile in statura e morale, diventa il capo saggio e lungimirante al di sopra della Legge perché altrimenti non può stare al governo e fare sfoggio della sua illimitata follia; il malato in cura psichiatrica da dieci anni diventa il nuovo Gavrilo Princip, il bosniaco che il 28 giugno 1914 a Sarajevo attentò a morte l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono di Austria e Ungheria e sua moglie Sofia, accendendo la miccia che fece scoppiare la 1a guerra mondiale. Per rendere ancora più drammatico il momento e farlo fruttare in termini di consenso e di adesione, i corifei venduti e prezzolati sproloquiano di guerra civile e il ministro in similpelle dell’interno parla come mangia, ventilando l’ipotesi che poteva essere ucciso il suo presidente del consiglio. Ha appena ammesso il suo fallimento come ministro e avrebbe dovuto rassegnare subito le dimissioni. Roba seria, le dimissioni! AH, Maroni,m Maroni che porti il programma già nel tuo nome!

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio: il brianzolo che si crede il Messia, infatti, colpito a sangue e ancora col botulino disfatto, ma con i capelli perfettamente incollati, sogna per un momento di essere il papa. Infatti non era ancora giunto in ospedale che dichiara, come Giovanni Paolo II, dopo l’attentato di Ali Agca (1981), di essere «miracolato», lui il prescelto dal Signore per schiavizzare i sodomizzare l’Italia. Questa ce la poteva risparmiare. Cosa ci aspetta? L’inimmaginabile! Da capo di governo perseguitato, diventa capo di governo martire della libertà e vittima della sinistra sempre più comunista e violenta che non vuole le riforme e lo scudo illegale e fiscale, una sinistra (che solo lui vede) antidemocratica che impedisce all’Unto del Signore di raggiungere il trono di Dio in terra, in mare e in cielo. Seconda tappa: appena si sarà fatto e rifatto, prima che scada il tempo delle emozioni, andrà in pompa magna in qualche santuario a ringraziare qualche Madonna disponibile e qualche chilo di clero servile e, giuro, farà incastonare il duomo che lo ha colpito nella corona dalla Madonna a perpetua memoria. Intanto l’Italia piange il suo destino, mentre i cani, i randagi, i coyotes e le iene imperversano e infestano le foreste e le piazze cercando di spaventare chi non ha perso la lucidità per dare ai fatti il senso misurato dei fatti: un pazzo ha colpito un folle e se misuriamo il quoziente di pazzia/follia, siamo certi che il secondo supera di gran lunga il primo.

P.S. 1. Vogliono chiudere alcuni siti di Facebook perché l’indignazione incontrollata fa paura e senza controllo loro non possono e non sanno governare. Hanno bisogno di popolo osannante, ingannato, ma osannante. Tutti coloro che inneggiano a «Meno male che Silvio c’è…» sono da ricoverare con diagnosi disperata. Napoleonetto non sa perché «lo odiano»: venga, «sciur», che glielo spiego io con un disegnino.

2. Ricoverato al San Raffaele dal suo amico di intrallazzi, don Verzè, è stato subito accudito e assistito come si conviene con medici personali e il pellegrinaggio ininterrotto di tutti gli essere inutili che popolano la Nazione e si credono importanti. Intanto in Italia, negli ospedali si muori di parto e per negligenza; chi ha bisogno di una tac deve aspettare un anno, chi va al pronto soccorso aspetta ore e anche giorni, salvo che non abbia la carta di credito in bocca come lasciapassare. Allora tutte le emergenze si risolvono. Tutte. Non ho mai chiesto un dono a Gesù Bambino, ma quest’anno faccio un’eccezione e chiedo che quel Bambino nato di straforo e di nascosto, extracomunitario senza permesso di soggiorno, irregolare e per giunta palestinese ebreo, possa liberarci una volta per tutte dalla peste civile e politica che si chiama Silvio Berlusconi. Anzi Shilviush Berluskonijad. Grazie Gesù e non avere paura di avere pietà di noi!
Annunciata dalla chiesa la fine di berlusconi
post pubblicato in La democrazia è in pericolo, il 18 settembre 2009



Nel giorno del lutto per la morte dei soldati italiani a Kabul, la chiesa con incredibile velocità annuncia alla sua maniera che ha messo il punto e virgola a berlusconi e al berlusconismo.


La fine del depravato di arcore si fiutava nell'aria, solo che si sperava fossero i cittadini indignati
per l'incredibile presa in giro di questa specie di carosello governativo a mandarlo e mandarli a
casa con tanti calci nel sedere e un bel a non-rivederci più.

E non la chiesa.

Noi Italiani abbiamo perso un altro pezzettino di dignità.









 



permalink | inviato da campidoglio pulito il 18/9/2009 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Il fatto quotidiano anche in radio
post pubblicato in La democrazia è in pericolo, il 8 settembre 2009


Ogni tanto qualche buona notizia c'è.

Ogni mattina alle ore 8 e 20 su radio lattemiele ci saranno 5 minuti dedicati all'informazione
non asservita a cura dei tantissimi e bravissimi giornalisti ( Padellaro, Travaglio, Beha e tanti altri) del nuovo quotidiano: Il Fatto Quotidiano che sarà comunque in edicola dal 23 settembre.

E vogliamo scommettere che alla prossima farneticante esternazione il nano bituminato con evidenti tracce di alzheimer strillerà che la stampa italiana è controllata al 103% dai catto-comunisti?

E ora denuncia tutti
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 29 agosto 2009


E' inverosimile che questo Paese sia rappresentato da un brutale e spietato degenerato, attorniato da prostitute alzate al rango di altissime cariche dello stato e da analfabeti zerbinati capaci di vendere madri,mogli e figlie al depravato riconosciuto da mezzo mondo fuorchè dagli italiani, almeno da quelli con il cervello ancora funzionante e non anestetizzato dalle tv del nano liftato e dai suoi compari.

E' grazie alla quasi unica stampa non asservita che gli Italiani ancora pensanti sono in grado di vedere il degrado cui ha sottoposto l'italia il viscido bituminato e la sua corte di pagliacci e ballerine.

La libertà è sacra, anche e soprattutto quella di critica.

Piaccia o non piaccia al nano di arcore,
Alle critiche e alle domande si risponde. 
In fondo credo proprio che gli italiani, anche gli elettori di berlusconi, non siano dei coglioni anche se il presidente del milan li sta trattando come tali. 
Può denunciare Repubblica, fatto incredibile, ma non può arrestare il flusso di indignazione internazionale e nazionale: anche i forzisti iniziano ad avere qualche serio dubbio per lo meno sulla salute mentale del loro premier.

Le domande cui il nano non ha voluto (potuto) rispondere :


1.Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni? 2.Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi? 3.Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano «papi»? 4.Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini, condotte  nelle sue residenze. Sapeva fossero prostitute? 5.E’ capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole? 6.Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto? 7.Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta? 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene di poter adempiere alla funzione di presidente del Consiglio? 9.Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti? 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
Pillola abortiva: quanta ipocrisia!
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 3 agosto 2009



Siamo il terzo mondo d'Europa: negli altri Paesi la pillola abortiva è realtà da almeno 20 anni.

Noi no.

Si sta scatenando un'offensiva inaudita contro le donne e i medici da parte della cosidetta chiesa.

Minacciano scomuniche.
I lacchè di stato, senza capire un emerito piffero di quel che blaterano, con le braghe in mano
iniziano a mettere paletti sull'uso della pillola abortiva. Pur di ingraziarsi i preti...
Sento parlare da parte degli uomini buffoni di stato di obbligatorietà dell'ospedale, del ricovero forzato
di almeno 3 giorni per quelle donne che decidono di abortire con la pillola e non con l'aborto chiururgico.

Pagano sempre le donne.

E le teste prelate a tuonare al peccato mortale fatto, secondo loro, da chi userà e da chi prescriverà la pillola abortiva, che bacchettano la reazione 'morbida' di alcuni rappresentanti del governo.

Da vomito.

Scommetterei tutto sul fatto che se un farmaco innovativo, chessò, risolvesse, in maniera soft il cancro alla prostata, impotenza o comunque problematiche connesse al corpo del maschio, tutti starebbero ad elogiare e compiacersi del progresso della medicina.

Ma per la pillola abortiva no. 

Sono stupita inoltre dalla rapidità dell'intervento di bocciatura chiaro e senza tentennamenti da parte del clero sulla pillola, 
Peccato che tanta incisività non è stata messa in pratica per condannare la vita lussuriosa del
pervertito del governo.

Peccato che nessuna parola chiara è stata mai indirizzata nei confronti di quei preti colpevoli di pedofilia.
Di quei preti che trasformano le sacrestie in vere e proprie giostre dell'orrore.

Non una parola ho letto e sentito sul ritrovamento a Santa Maria Capua Vetere (CE) di centinaia di corpicini di neonati ritrovati morti e seppelliti sotto le mura di un convento di clausura durante dei lavori di ristrutturazione. Erano neonati nati da suore di claudura e da preti. E uccisi e seppelliti alla loro nascita. NON UNA PAROLA DA PARTE DEL CLERO.

Tutto questo è una vergogna vera....ipocrisia insopportabile




berlusconi non usa il preservativo....non dategli retta..
post pubblicato in il governo(?) Berlusconi & C., il 28 luglio 2009



Berlusconi abbiamo saputo dalle registrazioni di una prostituta non usa il preservativo.

'Sta cosa mia fa imbufalire.

NON DEVE PASSARE IL MESSAGGIO CHE LA PREVENZIONE NON SERVE!!

La prevenzione è assolutamente necessaria SEMPRE E COMUNQUE. e per chiunque.

Senza fare falsi moralismi, sostengo: divertiamoci come ci pare ma usiamo tutte le precauzioni possibili.

Perchè dopo....dopo... è un tunnel. di sofferenze fisiche, ma anche psicologiche. Un tunnel che è lungo...lunghissimo..

IL PRESERVATIVO VA USATO SEMPRE, 
ad eccezione di partner su cui si può mettere la classica mano sul fuoco....ma costoro esistono?

Giusto per dare qualche numero:
l'80% della popolazione europea è entrata in contatto con il virus XPV (per intenderci verruche genitali).
Di questi il 50% è 'PORTATORE  SANO da virus hpv, ossia portatore del virus ma senza segni 'visibili'.
Costoro trasmettono il virus ma non ne sono contagiati....visivamente.


Del 50% di cui sopra circa il 10% manifesta l'infezione ai genitali sotto forma di verruche chiamate condiloma o creste di gallo. E ' un'infezione devastante...ti cambia la qualità della vita.
Senza contare che alcuni infezioni non curate o sottovalutate possono evolversi in cancro.

L'unica arma che abbiamo, donne e uomini, è la prevenzione.

PROFILATTICO SEMPRE E...
controllli periodici costanti SEMPRE.


NON FACCIAMOCI FREGARE OLTRE LA DIGNITA' DI ITALIANI ANCHE LA NOSTRA SALUTE.

Non diamo retta ad un vecchio pezzo di merda rincoglionito e in preda a manie di onnipotenza...
NOI IL PRESERVATIVO USIAMOLO SEMPRE.
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